TE DEUM AL CONTRARIO: IL FREMITO DELLA STIRPE NELLE TERRE DI NARNIA
Mentre il 2025 muore nel tradimento, noi alziamo il grido della verità antica. Non siamo sudditi, siamo i Custodi del Fiume e i Difensori del Regno. Il 2026 sarà l’anno del Risveglio.
È la notte del 31 dicembre. Mentre nelle cattedrali risuonano le note solenni del Te Deum, l’inno di ringraziamento, noi, qui, nella terra ferita dell’Umbria, recitiamo un Te Deum al contrario.
Non ringraziamo per le menzogne che hanno ammorbato questo 2025. Offriamo invece al Cielo il gemito di una terra che, come scriveva San Paolo, “attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio” e “soffre le doglie del parto” sotto il peso dell’avidità umana. Siamo nella terra dei Santi Francesco e Benedetto,
fari di luce che hanno civilizzato l’Europa, eppure oggi questa stessa terra è lo specchio rotto di un’Italia che ha smarrito la bussola della dignità.
IL DRAGO E LE TERRE DI NARNIA
Questa valle non è un’area industriale qualunque. È la Porta di Narnia. Per il mondo, Narnia è il simbolo di un regno incantato dove il bene combatte contro un inverno senza fine. Per noi, Narnia è la nostra casa, il nome antico e nobile di una terra che oggi vive il suo “inverno bianco” fatto di fumi tossici, sbarre chiuse e indifferenza.
Qui, dove il fiume Nahar scava le gole profonde, le leggende parlano del Thyrus, il drago dal fiato pestilenziale che uccideva con le sue esalazioni. Quel drago è tornato: non ha più squame, ma pareti di cemento e scarichi “a norma di legge” che avvelenano il sangue della terra. E proprio come nella leggenda di San Silvestro, il Papa di questa notte che legò il muso al mostro del Palatino per purificare l’aria, anche noi siamo chiamati a fermare il fiato del nuovo drago chimico.
IL FREMITO DELLA STIRPE: I GUERRIERI DELL’AMBRA
Hanno pensato che Narnia fosse un regno addormentato, pronto per essere svenduto all’asta al miglior offerente. Non hanno fatto i conti con il sangue dei *Naharki, l’antica stirpe di guerrieri-sacerdoti che arrivò qui seguendo la Via dell’Ambra.
Noi siamo i discendenti di quel popolo fiero che ha contribuito alla grandezza di Roma. Mentre la Magistratura persegue i medici che hanno protetto la vita in scienza e coscienza, noi sentiamo vibrare il suolo: è il *fremito della stirpe* che torna a farsi sentire. È il battito profondo di chi non accetta più che il “danno d’immagine” della politica valga più della salute dei propri figli. Non ci siamo dimenticati di chi siamo, né dell’eredità di forza e spirito che i Naharki hanno inciso in queste pietre tra il X e il VII secolo a.C.
2026: IL VOLO E LA BATTAGLIA
Il 2025 si chiude lasciandoci in eredità macerie morali, sequestri di rifiuti e l’ombra di speculazioni finanziarie. Ma noi guardiamo all’orizzonte con la consapevolezza dei Naharki e la forza di San Silvestro.
L’Associazione che ho l’onore di presiedere porta il nome di Trilly. Una figura piccola, ma capace di volare e di risvegliare chi dorme. Volare, oggi, significa staccarsi dal fango della rassegnazione e guardare la battaglia dall’alto, con la chiarezza di chi sa che il Cielo è dalla sua parte.
Non vi parleremo oggi di carte bollate e cifre milionarie; per quello pubblicheremo il *Dossier della Vergogna* dopo l’Epifania. Oggi, sulla soglia del nuovo anno, lanciamo la nostra sfida: un uomo che non ha paura fa paura. E noi, figli delle Terre di Narnia, abbiamo smesso di avere paura.
Siamo pronti a essere il raggio di luce che acceca il drago. Il 2026 non sarà l’anno del silenzio, ma della Liberazione.
Noi siamo pronti. Il Regno di Narnia si sta risvegliando.
Buon 2026 di Verità e Giustizia.
Paola Persichetti



