CASO NITAG. SCHILLACI COMPLICE DI BILL GATES.
Bufera sui Medici nella Consulta ministeriale sulle Vaccinazioni: per agevolare le Big Pharma
La vicenda del Gruppo Tecnico Consultivo Nazionale sulle Vaccinazioni (NITAG) continua ad evolversi con nuovi sviluppi, tra cui la lettera del presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, e le recenti dichiarazioni del Dottor Eugenio Serravalle. Questi due eventi, pur distinti, offrono uno spaccato del dibattito scientifico e politico in corso in Italia, ponendo in evidenza le tensioni e le divergenze sul tema delle politiche vaccinali.
Il comunicato FNOMCeO: toni perentori e retorica “bellica”
È stata resa nota la lettera inviata in data 9 agosto al Ministro da parte di Filippo Anelli, presidente della FNOMCeO, che si distingue per un linguaggio che evoca toni perentori e una retorica di stampo militare. Già l’intestazione, in cui si menziona il “Comitato Centrale” della Federazione, rimanda a un gergo politico e organizzativo che si pensava estinto.
Anelli prosegue affermando che gli Ordini sono stati “in prima linea” durante la pandemia per “sostenere le vaccinazioni”, un’espressione che sposta l’accento dalla cura dei malati all’atto della vaccinazione stessa. Si rivendica un ruolo di prima linea non per l’assistenza, ma per un “sostegno morale e materiale” alla campagna vaccinale, un “sforzo bellico” per il quale la FNOMCeO si aspetta un riconoscimento. Questo tipo di linguaggio non è casuale: esso mira a rafforzare l’autorità della Federazione e a legittimare la sua posizione come unico punto di riferimento nel dibattito scientifico sulle vaccinazioni.
La lettera, inoltre, accusa la composizione del NITAG di non tenere conto di figure utili e di includere professionisti che destano “forti perplessità per la professata incoerenza con le evidenze scientifiche”. Sebbene non vengano esplicitamente nominati il professor Paolo Bellavite e il Dottor Serravalle, l’accostamento della loro nomina alle minacce e agli atti vandalici subiti dalle sedi ordinistiche da parte dei “no-vax” appare come un chiaro tentativo di gettare discredito su di loro, senza una vera e propria accusa scientifica.
Infine, la richiesta di non dare “diritto di tribuna” ai dissidenti e di una revisione della composizione del NITAG come “condizione irrinunciabile” per un eventuale contributo della FNOMCeO, rafforza l’idea di un approccio monolitico e privo di confronto. La FNOMCeO, in questo contesto, sembra volersi posizionare non come un organo di dibattito scientifico, ma come un’autorità che impone una linea di pensiero unica, al di fuori della quale non è ammesso alcun dissenso.
La replica di Serravalle: “Non sono no-vax”
A fronte delle polemiche e dell’etichetta di “no-vax”, il Dottor Eugenio Serravalle ha risposto con fermezza. In una recente intervista, ha definito l’appellativo “offensivo e denigratorio”, affermando di non aver mai sostenuto l’inutilità dei vaccini. Egli si definisce un “Eb Vax”, ovvero un medico che basa le sue scelte sulle “prove scientifiche”. Serravalle ha ribadito che la sua nomina e la successiva revoca, appresa tramite i media, sono state decisioni politiche e non scientifiche. A suo avviso, l’obbligo vaccinale è una scelta politica, non un’imposizione basata su dati scientifici, dato che non è diffuso nella maggior parte dei Paesi europei.
Le sue posizioni critiche, come quella sui presunti “danni” del vaccino anti-Covid nei bambini e la sua discussione sulle “misure eccessivamente stringenti” del lockdown, sembrano aver contribuito alla sua nomina iniziale e al successivo ritiro. Serravalle conclude la sua intervista sottolineando che molte delle persone etichettate come “no-vax” in realtà non lo sono, ma sono semplicemente individui con “dubbi” e “domande” che meritano risposte basate su “dati, fatti e documentazioni”, promuovendo un confronto aperto e non preclusivo.



